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Così i boss di Resuttana controllavano il mercato delle pompe funebri. Le mani sui decessi avvenuti a Villa Sofia.

PALERMO – “Mario… ti posso dare cinquecento euro… ti avevo promesso mille euro…”, diceva Salvatore D’Ambrogio a Mario Napoli e Sergio Giannusa, due dei diciotto arrestati nel blitz di ieri della squadra mobile. L’intercettazione viene inquadrata dagli investigatori alla voce “racket delle pompe funebri”.

I boss di Resuttana pretenderebbero il pizzo dagli impresari che si “accaparrano” il funerale dei pazienti in caso di decesso all’ospedale Villa Sofia. Gennusa faceva i conti: “Mario questi sono quelli di Totino, tremila e trecento euro, cinquecento ce li ha dati e gli dobbiamo mettere la data: 30/12/2021”. C’era, dunque, un libro mastro con le cifre annotate. Vi finì annotato anche D’Ambrogio, pregiudicato per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Fonte.:  Live Sicilia.it