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“Al Civico abbiamo parlato con tanta gente disperata, tanti erano da più di tre ore in fila, o ritornati per la terza e quarta volta, nella speranza di trovare un posto libero, magari per la rinuncia di qualche utente. Dopo il no in un Cup la gente si sposta negli altri Cup, sperando di essere più fortunata. Ma la risposta è quasi sempre la stessa – riferiscono gli attivisti del Forum sanità Pubblica -. Così come abbiamo incontrato casi di persone con problemi di ricette bloccate e l’impossibilità di prenotare online, giunti al Cup per risolvere il problema. Tanti supplicano di poter prenotare la visita anche in priorità diverse rispetto alla richiesta medica, ma non è consentito per legge. O di conoscere le date future ma non è un’informazione che si riesce a ottenere. O, ancora, di sapere in quale altro ospedale è possibile trovare dei posti liberi. Ma anche questa non è un’informazione accessibile. Chi ha lo Spid e Internet può collegarsi online al Cup da casa. Ma chi non l’ha e ha bisogno di una visita urgente presso il servizio sanitario pubblico? È costretto a tornare il giorno dopo e a rimettersi in coda”.