Infezione da “superbatterio” mortale: famiglia di Palermo risarcita per quasi mezzo milione
La terza sezione civile del Tribunale accoglie il ricorso della vedova: l’uomo fu ucciso dal batterio “Acinetobacter baumannii”. Per i giudici c’è la responsabilità del personale di Villa Sofia-Cervello
Gazzetta del sud on line/Redazione – 25/09/2026
La terza sezione civile del Tribunale di Palermo ha condannato l’azienda Ospedali riuniti Villa Sofia Cervello, che ha sede nel capoluogo siciliano, a risarcire con oltre 480 mila euro i familiari di un paziente morto nove anni fa a causa di un’infezione contratta durante il ricovero. A fare causa è stata la vedova dell’uomo, assistita dall’avvocato Paolo Piazza: i giudici hanno ritenuto che quanto accadde all’ospedale Cervello fu causato da responsabilità di dipendenti del nosocomio. L’uomo aveva avuto uno choc settico a seguito di una polmonite provocata da un batterio, l’Acinetobacter baumannii, indicato nella scienza medica come batterio Gram-negativo molto resistente e considerato uno dei principali «superbatteri» in ambito ospedaliero. L’infezione si era sviluppata dopo un intervento chirurgico eseguito sul paziente. Il danno non patrimoniale è stato valutato poco meno di 300 mila euro, quello patrimoniale circa 185 mila.