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Macchinari spenti, tamponi scaduti e gestione opaca: gli occhi della Finanza sul “laboratorio degli sprechi”
Dopo l’inchiesta di Dossier le fiamme gialle hanno fatto diverse ispezioni a Villa Sofia per cercare di ricostruire la storia del Cqrc, dotato in pandemia – grazie a fondi della Protezione civile – di sofisticate apparecchiature necessarie a processare le varianti Covid, spente ormai da anni e mai utilizzate appieno. La testimonianza: “Ci sono magazzini pieni di materiale ormai deteriorato”

Dopo mesi di sottoutilizzo e inattività, presunti sperperi di denaro pubblico e ipotesi di riconversione in un mega centro di Genetica umana, gli occhi della guardia di finanza finiscono sul “laboratorio degli sprechi” che si trova all’interno di alcuni locali del Cto di Villa Sofia. Dopo l’inchiesta di PalermoToday Dossier, che ha svelato un sospetto sistema di cattiva gestione dentro al Cqrc, adesso le fiamme gialle hanno deciso di vederci chiaro. Si tratta del centro di Controllo Qualità e Rischio Chimico che ospita costosissimi e sofisticati macchinari acquistati dalla Protezione civile regionale per l’emergenza Covid (avrebbero dovuto decifrare il genoma del virus e monitorare migliaia di varianti) e rimasti inutilizzati e quindi a rischio deterioramento da dopo la pandemia. Secondo alcune indiscrezioni infatti, la guardia di finanza ha effettuato diverse ispezioni e controlli a sorpresa negli ultimi mesi. I finanzieri avrebbero acquisito documentazione contabile e amministrativa, oltre a materiale relativo agli appalti e ai contratti del laboratorio, per ricostruire le modalità di gestione delle risorse e degli acquisti,

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