Protesta legittima: non c’era bisogno di bloccare una struttura sanitaria pubblica
Si può bloccare l’attività di un ospedale pubblico perché, nelle vicinanze, si svolge un concerto? Succede a Palermo in occasione del concerto di Vasco Rossi presso lo stadio comunale. Il caso lo solleva il sindacato Sinalp con il suo segretario regionale, Andrea Monteleone: “Da tempo ormai assistiamo all’evoluzione o per meglio dire all’involuzione della nostra società verso l’idea dell’effimero e dell’apparire, a scapito della capacità sociale di riconoscere come prioritarie, le concrete esigenze e necessità che giornalmente i cittadini affrontano. Bene che la città di Palermo accolga iniziative di rilevanza nazionale come il Concerto di Vasco Rossi, sicuramente questo evento, distribuito in due giorni, creerà un notevole indotto economico che darà una boccata di ossigeno alle imprese cittadine. Ben vengano iniziative di questo rilievo che sicuramente sono positive per il territorio, ma contemporaneamente chi amministra la Città ha il dovere di non distrarre mai l’attenzione dalle reali esigenze di chi vive nel territorio. Apprendere che per dare vita al concerto di Vasco Rossi l’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello decide di sospendere gli interventi programmati al CTO solo perché il presidio si trova difronte allo stadio è un assurdo ed una mancanza di rispetto verso tutti quei cittadini che hanno bisogno di cure”. In effetti, la decisione appare folle, considerato che la sanità pubblica siciliana è già in affanno a causa di una politica nazionale di ‘banditi’ che ha scippato una barca di soldi al sistema sanitario della nostra Isola e a causa, anche, siciliana di ascari, pronti a svendere la Sicilia ai Governi nazionali.